EPICICLOIDALI, PLANETARI E SATELLITI – GIORNATA MONDIALE DEI VIAGGI DELL’UOMO NELLO SPAZIO
La trasmissione del moto tramite i Riduttori di Velocità commercializzati da FP Trasmissioni è realizzata da tre componenti: ingranaggio solare, porta-satelliti e corona a dentatura interna. La serie 300M di Bonfiglioli è la soluzione esemplare per questo tipo di applicazioni.
Due possono essere i casi: i tre componenti sono liberi di ruotare, dunque si ottiene un differenziale epicicloidale; quando uno dei tre componenti è fisso, si ottiene il riduttore epicicloidale in tre diverse configurazioni.
Per mezzo di queste ultime, il movimento rotatorio viene trasmesso con diverso rapporto di riduzione e trasmissione coppia. In particolare si può scegliere quale dei tre elementi, aventi asse coassiale all’asse principale del rotismo, mantenere fisso, utilizzando gli altri due elementi rispettivamente per l’albero di ingresso e di uscita della trasmissione di potenza.
Come sappiamo le conoscenze scientifiche sul moto dei pianeti non sono state da sempre chiare nella mente dell’uomo e questo ha fatto sì che si sviluppasse un’idea antropocentrica che poneva gli esseri umani al centro di tutto, e quindi il pianeta su cui viveva, considerando tutto il resto come conseguente al suo moto. Nell’immaginario, vedendo che il sole sorge e tramonta, fin da bambini ci viene spontaneo immaginare che il sole compia un giro intorno alla terra, visto che ogni giorno appare e scompare all’orizzonte. In seguito si è sviluppata la teoria della relatività che pone i diversi attori sempre in relazione tra loro ma in modi totalmente diversi.
Nel link al nostro blog trovate i principali componenti che concorrono al funzionamento di questo meccanismo ispirati ai satelliti e al moto planetario https://www.fptrasmissioni.com/gira-il-mondo-gira-riduttori-epicicloidali-planetario-o-satellitare/
Il 12 aprile si celebra la giornata internazionale dei viaggi dell’Uomo nello Spazio e in concomitanza si è svolto un viaggio di importanza epocale per le conoscenze scientifiche e per l’esperienza degli astronauti.
I quattro astronauti a bordo della capsula Orion del progetto spaziale Artemis II hanno completato il loro giro intorno alla Luna il 6 aprile 2026 alle 19:56 ora italiana e si tratta della prima volta in assoluto che degli umani riescono in questa impresa.
Artemis II, in questo modo, ha superato anche il record di distanza massima dell’uomo dalla Terra di Apollo 13 del 1970 (che non riuscì a raggiungere il suolo lunare e richiese faticose operazioni per realizzare il viaggio di ritorno), collocandosi a 400mila chilometri dal pianeta.
Ma non solo: erano 50 anni che degli astronauti non osservavano il satellite terrestre così da vicino, a circa 6.550 km.
Una volta raggiunta quella posizione, l’equipaggio ha dato il via a una serie di osservazioni scientifiche della Luna, commissionate dalla NASA per conoscere in che modo cambia la superficie lunare nel tempo. Nello specifico, sono stati interessati dalla ricerca, durata circa 7 ore, 30 siti lunari, tra cui il bacino Orientale, un cratere di quasi 4 miliardi di anni, e l’Hertzsprung, cavità più antica e soggetta a impatti di meteoriti.
Gli astronauti hanno proposto anche dei nomi per due crateri che hanno osservato: “Integrity”, in onore della capsula Orion sulla quale viaggiano, e l’altro dedicato a Anne Carroll Taylor Wiseman, la moglie deceduta di Reid Wiseman, capo missione.
La missione ha avuto una rilevanza specifica perché per la prima volta è stato osservato il lato nascosto della Luna, definendo con più precisione i dati raccolti dalla parte del satellite che ci sta di fronte. E poi perché la corsa allo spazio iniziata durante la Guerra Fredda non è mai finita, e oggi più che mai sembra interessante scoprire se sulla Luna possano esserci siti adatti all’estrazione di materie prime.
Quando i quattro astronauti si sono trovati nella parte sconosciuta, hanno prima assistito a un’eclissi solare e poi perso le comunicazioni con la Terra per 42 minuti, eventualità prevista, dato che il luogo, se così si può definire, dove stava fluttuando la navicella era nella parte nascosta del satellite.
Fra tutte le prime volte inaugurate da Artemis II ci sono anche traguardi simbolici che riguardano gli astronauti impegnati nella missione: Victor Glover è il primo afroamericano a girare intorno alla Luna, Christina Koch la prima donna e Jeremy Hansen il primo canadese a farlo. Prima di questo progetto, a volare vicino e sulla Luna, nei progetti Apollo erano stati solo astronauti statunitensi bianchi.
Artemis II ha dunque segnato la storia, anche se non ha ancora esaurito tutti i propri compiti: il team rientrerà sulla Terra l’11 aprile, con un ammaraggio nel Pacifico, dopo aver svolto test sul sistema di funzionamento e di emergenza di Orion.
Oltre al valore spettacolare, il sorvolo ha una rilevanza scientifica cruciale. Gli astronauti sono impegnati in una serie di esperimenti, tra cui la raccolta di immagini ad alta definizione dei poli lunari. Dati fondamentali per pianificare con precisione il futuro allunaggio della missione Artemis IV, previsto per il 2028, che segnerà il ritorno dell’uomo sulla superficie della Luna dopo oltre mezzo secolo.
È in corso una vera e propria rivoluzione nell’uso delle risorse spaziali. In passato, lo spazio è stato oggetto, dapprima, di competizione politica e tecnologica tra le grandi potenze anche di collaborazione per la realizzazione di progetti comuni in campo scientifico e industriale. Negli ultimi anni, si è aperta una fase nuova: accanto alle agenzie governative sempre più attivi sono gruppi di privati che, attraverso la creazione di costellazioni di satelliti, sono in grado di predisporre reti internet accessibili da qualunque punto della superficie terrestre. È necessario regolamentare a livello internazionale queste nuove iniziative, per preservare l’uso pacifico dello spazio, orientare e sostenere gli investimenti, salvaguardare la ricerca scientifica, garantire parità di accesso a risorse (come le orbite spaziali basse), che sono limitate.
Per approfondimenti:
https://www.fptrasmissioni.com/tecnologia-e-aeronautica-un-volano-per-limprenditoria-romagnola/
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