I lubrificanti sono oli o grassi che, grazie alle loro specifiche caratteristiche di viscosità e densità, svolgono la funzione di ridurre al minimo l'attrito tra due superfici che strisciano l'una sull'altra. Ne esistono di diversi tipi:

  1. Lubrificanti minerali

  2. Lubrificanti sintetici

  3. Lubrificanti ad alta biodegradabilità

  4. Lubrificanti a secco o adesivi

Nel settore meccanico quelli più utilizzati sono i lubrificanti a base di oli minerali ma nel corso degli ultimi 20 anni è aumentato il consumo degli altri tipi. In genere gli oli lubrificanti sono preferiti ai grassi ed ai lubrificanti a secco perché se utilizzati correttamente e costantemente favoriscono la creazione di una pellicola lubrificante resistente, adatta per diverse condizioni di esercizio e che permette l’asportazione del calore prodotto dall’attrito.

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Questi riduttori svolgono la duplice funzione di trasmettere il moto al tamburo e di sopportare il peso della sua parte anteriore, semplificando la costruzione dell’autobetoniera ma anche la sua manutenzione.

La serie comprende una gamma di grandezze adatte per autobetoniere con capacità che va da 1 m3 a 13 m3, perciò può essere utilizzata sia per l’installazione di piccole autobetoniere su veicoli da cantiere sia per il montaggio di autobetoniere su autocarri stradali.

Le principali caratteristiche tecniche e costruttive dei riduttori di comando per autobetoniere sono: il valore di coppia in uscita che va da 3.000 Nm a 55.000 Nm, la possibilità di installare riduzioni epicicloidali a 2 o 3 stadi e la predisposizione per motori idraulici lenti e veloci a seconda del rapporto di riduzione. Gli ingranaggi a dentatura esterna sono cementati, temprati e sbarbati; mentre quelli a dentatura interna vengono temprati ad induzione. Grazie all’utilizzo di cuscinetti a rulli conici o, a seconda delle grandezze, cuscinetti a sfere a quattro contatti si possono ottenere elevate capacità di carico radiale e assiale. Inoltre il corpo del riduttore può oscillare in tutte le direzioni rispetto al supporto, e questa caratteristica permette di compensare errori di montaggio o deformazioni del telaio durante la marcia del veicolo; l’oscillazione massima ammessa è ±4,5° oppure ±6° a seconda della forma costruttiva.

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Nella tecnica della trasmissione sono frequenti i casi di azionamenti in cui è necessario mantenere una bassa velocità, intesa in termini di alcuni giri al minuto o addirittura di frazioni di giri al minuto. Si trovano esempi di questo tipo di applicazioni in diversi settori: ecologico, alimentare, chimico, cementizio, ceramico e degli azionamenti.

Per questi casi sono richiesti riduttori ad elevato rapporto di riduzione, perché le potenze da trasmettere sono in genere medio/basse, mentre le coppie in uscita raggiungono frequentemente valori elevati.

Per ottenere rapporti così elevati si utilizzano riduttori combinati nei vari tipi:

  1. Doppio vite senza fine
  2. Coassiale
  3. Coassiale + assi paralleli
  4. Coassiale ortogonale
  5. Epicicloidale a più stadi
  6. Vite senza fine/epicicloidale

Un confronto a parità di potenza trasmissibile e rapporto di riduzione permette di individuare le soluzioni e le tecniche più vantaggiose; in genere la soluzione del riduttore epicicloidale combinato ad un vite senza fine risulta la migliore in quanto le caratteristiche peculiari dell’uno e dell’altro si integrano perfettamente fra di loro.

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Per quanto riguarda la scelta del motore, è il cliente che decide se lo preferisce di tipo idraulico o elettrico. La scelta è soggettiva e dipende soprattutto dall’applicazione che avrà il motoriduttore, perché entrambi i motori possono essere montati in tutti i tipi di riduttori.

In linea di massima un motore idraulico viene scelto per applicazioni che prevedono un carico maggiore sul motore perché è più affidabile e resistente, inoltre permette di variare la velocità di rotazione e di invertire facilmente il senso di marcia. Per queste sue caratteristiche è ampiamente utilizzato nel settore agricolo, nel settore del movimento terra e in applicazioni marine.

Per contro, un motore elettrico è più economico, è di facile installazione, richiede minori oneri di manutenzione ed ha un minore impatto ambientale, visto che non sono necessari né olio né carburante per il suo funzionamento. Viene utilizzato soprattutto per catene di montaggio industriali o impianti di depurazione.

E’ possibile anche sostituire il motore convertendo il sistema idraulico in elettrico: soluzione che riesce ad abbattere i costi a carico delle aziende, riducendo anche i tempi di ammortamento della spesa.

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