Riduttori per perforatrici e scavo del suolo: la tecnologia FP-Soilmec
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Per poter rendere stabili le costruzioni civili e per sondare le profondità del sottosuolo alla ricerca di materiali e rocce, l’uomo ha sempre scavato il terreno: dapprima a mani nude e in seguito con l’uso di macchinari sempre più sofisticati.
La massima profondità raggiunta ad oggi è quella del Kola Superdeep Borehole (il Pozzo superprofondo Kola), il buco più profondo mai scavato che raggiunge circa 12.262 metri sotto la superficie terrestre, per il quale sono serviti circa 20 anni di scavi. Risultati straordinari vengono però raggiunti quotidianamente anche nei cantieri di tutto il mondo grazie all’evoluzione tecnologica dei costruttori di macchine e utensili all’avanguardia.
Come funziona una perforatrice e a cosa serve
La perforatrice è una macchina progettata per effettuare perforazioni profonde mediante la rotazione di un utensile in terreni e rocce. Una volta effettuata la perforazione, lo scavo viene riempito con calcestruzzo e, a seconda dell’utilizzo, armato con gabbie di ferro: in questo modo si crea una fondazione profonda sulla quale verrà edificata l’opera edile.
Le perforatrici sono prevalentemente di tipo idraulico ed oleodinamico, poiché utilizzano l’energia dei fluidi in pressione per azionare gli attuatori meccanici, solitamente martinetti e motori idraulici.
Riduttori per perforatrici: la partnership tra FP Trasmissioni e Soilmec
Le macchine da perforazione della ditta Soilmec di Cesena impiegano motoriduttori Trasmital-Bonfiglioli per applicazioni argano e per tutti gli attuatori che generano un movimento rotatorio. I riduttori per perforatrici forniti e commercializzati da FP Trasmissioni sono integrati nei componenti chiave della macchina:
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Sottocarro: per consentire la traslazione del mezzo e la rotazione della torretta.
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Argani: con la funzione di movimentare la fune che permette all’utensile di scavo di salire e scendere nel palo.
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Testa di rotazione (rotary): per trasmettere la forza di coppia all’utensile e consentire la trivellazione del terreno.
La serie Bonfiglioli 700C per riduttori per perforatrici
Tra i componenti di punta spiccano i riduttori per perforatrici della Serie 700C di Bonfiglioli. Caratterizzata da coppie elevate e ingombri ridotti, questa serie permette l’impiego in piattaforme di perforazione da 180 a 400 tonnellate, consentendo un controllo preciso e soluzioni di rotazione in grado di trasmettere coppie fino a 42.000 Nm.
La collaborazione e il co-engineering fra produttori e distributori continua a dare i suoi frutti, sviluppando sinergie fondamentali per offrire prestazioni impeccabili in ogni condizione di cantiere.
Tecniche di carotaggio e campionamento del sottosuolo
Il carotaggio è una tecnica di campionamento adottata durante la ricerca di risorse minerarie, l’analisi del terreno, la ricerca idrocarburica o gli studi geognostici per opere di ingegneria civile (gallerie, dighe, viadotti). Consiste nel prelievo di campioni cilindrici di roccia o terreno chiamati “carote”.
Esistono diverse tipologie e finalità di carotaggio:
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Carote di fondo e di parete: le carote di fondo possono raggiungere lunghezze fino a 27 metri e vengono prelevate tramite appositi carotieri posti all’estremità delle aste di perforazione.
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Carotaggi marini e lacustri: tecniche speciali pensate per prelevare campioni da sedimenti inconsolidati sui fondali.
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Carotaggi glaciali: scoperti nell’ultimo decennio del XX secolo, i carotaggi nelle calotte polari permettono di analizzare le bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio per studiare l’evoluzione del clima, le variazioni di metano e CO2 e le eruzioni vulcaniche del passato.
Le analisi sulle carote rispondono a esigenze petrofisiche, paleontologiche, stratigrafiche, climatologiche e ingegneristiche.
Economia circolare e riutilizzo del topsoil negli scavi
I suoli e i terreni scavati durante la realizzazione di opere edilizie e infrastrutturali rappresentano un’importante risorsa. Se gestiti come sottoprodotti, possono essere riutilizzati in aree destinate a interventi di rigenerazione urbana.
Le recenti normative sul riutilizzo del topsoil (il primo orizzonte del suolo rimosso dai cantieri) forniscono linee guida concrete per ricoltivare aree precedentemente impermeabilizzate. Adottando i corretti accorgimenti in fase di estrazione e deposito, si evita la degradazione della risorsa suolo, contribuendo allo stoccaggio del carbonio, all’equilibrio ecosistemico e alla resilienza contro i cambiamenti climatici.